INFO BREXIT Focus Vino – aggiornamento ottobre 2020

Alcune indicazioni utili per le aziende produttrici di vino che operano o desiderano operare con il Regno Unito.

Per “Vino” si intendono le bevande alcoliche prodotte esclusivamente dalla fermentazione di uve fresche, compresi i vini spumanti e liquorosi (codice merceologico 2204).

Importazione di vino dall’UE nel Regno Unito

I certificati VI-1 NON saranno richiesti per i vini dell’UE importati in Gran Bretagna (Inghilterra, Scozia e Galles) dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021 (periodo di sospensione di 6 mesi).
Tuttavia la scadenza temporale al 30 giugno lascia desumere che da quella data saranno introdotte le procedure inizialmente previste.
Inoltre si conferma che il periodo di grazia di 21 mesi per l’etichettatura si applica alle esportazioni di vino verso il Regno Unito dopo la fine del periodo di transizione. Ciò significa che le aziende possono continuare a utilizzare il nome e l’indirizzo di un importatore o imbottigliatore nel caso di importazioni di vino sfuso, con sede nell’UE, GB o NI sull’etichetta delle bottiglie commercializzate in GB fino al 30 settembre 2022.
Dal 1° ottobre 2022, il vino commercializzato in GB deve essere etichettato con il nome e l’indirizzo di un importatore o imbottigliatore situato nel Regno Unito.

Importazione di vino dall’UE in Nord Irlanda

Non ci saranno modifiche ai requisiti degli standard di marketing per l’importazione di vino nell’Irlanda del Nord dall’UE.

Spostamenti di vino da NI a GB

I certificati VI-1 non saranno richiesti per trasferire il vino in GB dal Nord Irlanda.

I PERIODI DI GRAZIA DELLA BREXIT

DISPOSIZIONI CERTE

Secondo la WSTA – The Wine and Spirit Trade Association – le informazioni in etichetta, possono continuare ad essere espresse in una qualsiasi delle lingue ufficiali dell’UE. Se si volessero riportare informazioni in lingua, per il Regno Unito è sufficiente l’inglese e non lingue locali come il gallese.
L’informazione che deve obbligatoriamente essere tradotta in lingua inglese è la dichiarazione sugli allergeni, incluso il termine “contiene” – es. “contains sulphites”.
Il pittogramma che vieta alle donne in gravidanza di bere alcolici è al momento facoltativo per i vini introdotti in UK. 
Inoltre, non è obbligatorio aggiungere ulteriori avvertenze speciali, è possibile farlo su base volontaria.
La misura del contenuto in bottiglia può essere espressa in: l, cl o ml.

MODULO VI-1

Tale documento allorquando sarà obbligatorio dovrà essere completato dall’esportatore, vistato da una competente autorità del paese di esportazione ed in molti casi deve includere i risultati dei test di laboratorio.
Sarà responsabilità degli europei fornire il certificato VI-1 quando esportano vino in UK, terminato il periodo di grazia il 30 giugno 2021, a
meno che non entrino in vigore disposizioni diverse. 

TEST DI LABORATORIO

La maggiore componente di un modello VI-1 è il test che deve essere effettuato da un laboratorio autorizzato, con aggravio di costi. 
La lista di laboratori autorizzati ancora non esiste. Attualmente non ci sono laboratori approvati e si dubita della capacità di creare una macchina efficiente prima della fine del periodo di transizione.

LE ACCISE

Sembrerebbe sussistere la volontà del governo britannico di riformare il sistema delle accise. Al momento esso si presenta estremamente frammentato: vino, birra, distillati e cider richiedono tutti accise differenti. E’ chiaro che il governo vorrà semplificare le stesse, ma questo sembra non accadrà nell’immediato futuro.

(Fonte: ICE Londra)